Japan

 

Costruzione al posto della realtà? Riproduzione disgiunta dallo scopo? Rigetto e sfocatura di elementi "naturali" percepiti ... My Plastic Japan di Mauro Moriconi è proprio questo.

In una società tecnologicamente troppo elaborata, la produzione continua ciecamente e senza regole. Attraverso la discussione sul naturale e sulla natura Moriconi espone l'inganno di tali progressi tecnologici attraverso la loro intrinseca inutilità e la falsa importanza rappresentata dai social media. Attraverso i magnati dei media e la loro creazione di un bisogno, il mondo si trova ad avere sviluppato la dipendenza accelerata della corsa al miglioramento. Il Giappone rappresenta il palcoscenico perfetto per tali discussioni rivestite di Turcite.

Moriconi in sostanza racconta di nuovo la storia de “I vestiti nuovi dell’Imperatore", sottolineando la follia dietro

il corteggiamento aggressivo della scienza che insegue l'utopia. Ci mostra l'illegittimità dietro il mantra dell'indispensabilità e lo paragona a nient'altro che alle promesse dell'elisir di un incantatore di serpenti.

Ciò in cui siamo incoraggiati a credere come progressi non sono altro che distrazioni che impantanano la nostra comprensione dei nostri veri obiettivi evolutivi. In maniera ironica, Moriconi usa la tecnologia stessa per autoinfliggere un giudizio.

Attraverso manipolazioni evidenti, fino all’utilizzo di elementi più clandestini di sublimazione, Moriconi interroga e plastifica le nostre percezioni di un mondo sfrenato.

CATM Chelsea, New York City, NY - Jan 2012 - Solo Exhibition "My Plastic Japan"

© 2020 by Mauro Moriconi & Matteo Cecchi